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Mi viene in mente una famiglia migrante, egiziana, con 4 bambini. Saltavano sui letti dicendo quasi in coro “abbiamo trovato una casa, questa è la nostra casa”. Una casa piccolissima. Ma voi vi rendete conto che bello avere questa immagine negli occhi?

Ce lo racconta Marco Bellavitis, vice presidente della Cooperativa L’Accoglienza Onlus, uno dei 5 organismi partner operativi del progetto METE. Marco è anche in un ruolo di responsabilità sul progetto: fa parte del tavolo di coordinamento che si riunisce ogni settimana. È inoltre particolarmente impegnato nel lavoro di quella che il progetto ha definito la “Linea 2” e che si occupa proprio – una volta che le persone sono state conosciute e “instradate” dalla Linea 3 – di aiutarle a cercare o mantenere una casa autonoma, erogando anche eventuali bonus di sostegno temporaneo per il canone di locazione.

“Certo che vorremmo vedere questo progetto prolungato, con questo servizio stabilizzato e quindi, attivo a lungo termine. È nella nostra natura di Cooperativa, l’accogliere, accompagnare le persone, fare mediazione culturale tra il nostro Paese e le persone accolte con i loro vissuti. Avere delle risorse economiche da utilizzare per incentivare i proprietari e sostenere persone e nuclei in difficoltà, ovviamente, aiuta molto ed è una parte di cui abbiamo bisogno”.

Il progetto, dopo una prima ed indispensabile fase di selezione di proprietari e beneficiari, ha raggiunto e superato il numero di accompagnamenti previsti dal progetto, e più di 15 nuovi contratti di locazione sono stati firmati: fondamentale è stata sicuramente la rete di partner e quella rete di persone che esiste attorno ad ognuno degli organismi in questione.

“Abbiamo attivato tutti: persone, gruppi, comitati, famiglie: tutti sensibilizzati – alcuni lo erano già profondamente, altri hanno scoperto e compreso questa forte necessità di sostegno abitativo alle persone migranti residenti regolarmente nel territorio di Roma Capitale. Siamo andati di persona ad accompagnare le persone a riunioni ed incontri. Roma è un mercato immobiliare difficilissimo, per molti motivi”.

Marco parla anche degli aspetti della Linea 2 legati alla “semiautonomia” ovvero l’abitabilità assistita in alcuni appartamenti presi in affitto dai partner e in particolare dalla Cooperativa L’Acccoglienza: al loro interno viene data la possibilità di usufruire di una stanza, e questo è molto utile per situazioni particolarmente fragili, di mamme sole con i bambini e senza una busta paga fissa, o che hanno comunque necessità di essere vicini agli educatori per scongiurare situazioni anche di pericolo. Si riesce poi ad arrivare all’autonomia? “In qualche caso si: almeno tre persone ospitate, da qui a settembre riusciranno a fare questo “salto” – sottolinea Marco.

Anche Arianna Droghei, che aveva già parlato, da questo blog, delle sfide della Linea 2 e di tutti i mezzi messi in campo per raggiungere i risultati è felice di potere sottolineare i successi dell’attività, e di un approccio comunitario che ha saputo trascendere l’aspetto tecnico e quello puramente burocratico, per arrivare a fare rete nel migliore dei modi – a vari livelli. Arianna è la responsabile della Linea 2 per la Cooperativa KAIROS, anch’essa partner ufficiale di Mete. Arianna Lavora quindi in “tandem” con Marco.

“Difficoltà ne abbiamo vissute moltissime, ricorda. Ma ce la stiamo facendo e oltre ai risultati concreti di progetto, vogliamo valorizzare la nuova cultura dell’accoglienza che stiamo promuovendo a Roma”.

Con una rete di partner che ha funzionato.

Perché con progetti come questo la nostra Capitale abbia un volto sempre più cosmopolita, ma regolato e umano allo stesso tempo.

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