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E. e F. sono una coppia che si è conosciuta in Italia. Hanno una bimba molto piccola, una buona rete di contatti della loro comunità che li appoggia garantendo per loro – questa rete da una parte è molto importante, dall’altra in alcuni casi sfiora il racket dell’affitto.

Ma non basta: il condominio chiede, per affittargli una casa di sua proprietà – quella tradizionalmente dedicata al custode con la sua famiglia al piano terra interrato – anche i lavori di ristrutturazione a carico dell’inquilino. La coppia in questione è, dal punto di vista degli operatori dei Servizi Sociali che la seguono, una coppia molto attenta e meritevole di sostegno: rispetta tutte le procedure, assiste a tutte le formazioni, è pronta ad ascoltare e si fa ascoltare.

La coppia accetta addirittura di pagare i lavori nella casa, e sei lunghi mesi di negoziazioni supportate dagli operatori di Mete, avvocato incluso: mostrando tutti i documenti richiesti e di più, informazioni personali, garanzie di ogni genere e anche il supporto economico aggiuntivo dato dal progetto.

A parità di condizioni di lavoro, stipendio, e di tutte le condizioni e garanzie possibili, non essere italiani è ancora un grave handicap nella ricerca di un alloggio a Roma: questa è una realtà.

Gli operatori le tentano tutte; nell’ambito del lavoro della LINEA 2 – la Linea del progetto Mete dedicata all’inclusione abitativa. Superano difficoltà e rispondono a richieste sempre più complesse e impensabili, fino a doversi a volte arrendere all’evidenza che il proprietario – o il condominio – stanno accampando delle “scuse” per non arrivare a finalizzare ed avviare la locazione.

Roma è la Capitale d’Italia, ci si aspetta sicuramente qualche difficoltà nel reperimento di un alloggio come in tutte le grandi città. Non ci sia aspetta tuttavia, e si rimane basiti – dice Matteo della Cooperativa Kairos, da 11 anni impegnato nell’Inclusione abitativa ed ora nella LINEA 2 di Mete – che le persone, oneste e lavoratrici con contratti regolari, debbano entrare “in punta di piedi”, come se disturbassero la quiete dei condomini.

Le persone poi spesso ce la fanno, ma che percorso ad ostacoli gli mettiamo davanti per un diritto fondamentale” dice Matteo.

Matteo ama il suo lavoro, organizza anche atelier di animazione e si occupa delle persone a tutto tondo: Mete, lo precisa, non si limita ad erogare un bonus abitativo, ma accoglie e fa accogliere le persone con tutta la loro storia. E quindi la conosce.

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